Le Buone Notizie

Qui pubblicheremo un po’ di notizie che raccontano ciò che stiamo costruendo. 

Jacopo Suppo per la cura di Condove, piccola cittadina della Val di Susa

Jacopo Suppo per la cura di Condove, piccola cittadina della Val di Susa

Siamo convinti che la qualità della vita di chi abita in una piccola comunità sia determinata non solo dal buon livello dei servizi che vengono erogati, ma anche dalla cura con cui vengono pensati gli spazi pubblici.

Nei prossimi anni abbiamo davanti due sfide molto importanti. La costruzione, già finanziata dalla Regione Piemonte, di una nuova scuola per l’infanzia che sarà realizzata con materiali di ultima generazione, con tecniche innovative per quel che riguarda il risparmio energetico, assolutamente sicura dal punto di vista antisismico e accessibile a tutti i bambini. A pochi metri dal luogo dove sorgerà questa scuola, abbiamo progettato, insieme ad oltre 200 condovesi, la riqualificazione dell’ex campo sportivo comunale, che dovrà diventare il “Central Park” di Condove. Un luogo verde, multifunzionale, per organizzare eventi, praticare sport, allestire esposizioni, dove giovani e anziani potranno svolgere attività insieme. Questi due interventi, associati alla ripresa delle attività lavorative presso la fabbrica del nostro paese (ferma ormai da diversi anni), pensiamo possano trasformare il volto del nostro paese attirando investimenti, nuovi residenti, nuove attività commerciali e aumentando la qualità della vita dei condovesi.

Su quali cose ritieni di poter lavorare tra queste, cosa intendi fare e perché?

Il nostro è un Comune montano, periferico, che sta invecchiando e dove i servizi iniziano a fare i conti con i mutamenti economici e sociali che hanno investito le aree metropolitane negli anni addietro.

C’è un problema, appunto, di invecchiamento della popolazione, con tutto quello che significa in termini di servizi sociosanitari da ripensare. C’è un problema di welfare per le famiglie, che spesso e volentieri fanno i salti mortali per un posto al nido oppure alla scuola dell’infanzia, o che trovano nella scuola pubblica un servizio ormai inadeguato per le esigenze lavorative dei genitori. Il nostro territorio ha subito una robusta crisi industriale, che ha ridotto di molto i posti di lavoro e che, di conseguenza, ha costretto le persone a “pendolarizzarsi” per lavorare, mandando in crisi il piccolo commercio locale.

Noi vogliamo proseguire con le politiche fiscali a favore delle fasce meno abbienti per quanto riguarda l’accesso ai servizi che reputiamo essenziali, scuola, mensa, scuolabus, e su altri importanti dal punto di vista sociale, lo sport su tutti. Abbiamo siglato un’intesa sindacale per l’aumento progressivo della fasce ISEE, per il mantenimento della copertura totale dell’assistenza scolastica per i disabili, per una progressività nelle aliquote IRPEF comunali.

Chi ha tanto paghi il giusto, chi ha poco paghi poco, chi non ha niente, non paghi niente!

Vorremmo inoltre lavorare seriamente sull’housing sociale, sulla telemedicina e su un percorso di accompagnamento dei caregivers.
Sul tema del lavoro e del commercio, abbiamo avviato un percorso di riqualificazione del settore insieme a  professionisti di Confesercenti per mettere in campo proposte e soluzioni in grado di ridare vitalità al commercio condovese e, possibilmente, attrarre nuovi investimenti.

La foto è del profilo facebook di Jacopo Suppo.

Intervista di Marco Micicchè e Martino Mazzonis a Jacopo Suppo, 37 anni, candidato sindaco a Condove (Torino) con lista civica Vuoi sostenere Jacopo? Se vuoi sosterlo, qui tutte le info.

 

Adam Atik per una Ferrara più coraggiosa

Adam Atik per una Ferrara più coraggiosa

La questione più importante a Ferrara riguarda l’inclusione sociale.

Per me avere un’immigrazione che contribuisca ad arricchire la società ferrarese è un modo di rendere la città più europea.
Ciò detto per fare questo lavoro, serve rafforzare la capacità della società civile che lavora alla coesione sociale. La destra ha cavalcato l’idea che chi arriva in Italia viene per delinquere. E a Ferrara un pezzo di questo discorso ha funzionato anche grazie al rilancio di notizie minori a livello nazionale. Ad esempio c’è l’idea che la criminalità sia in aumento nonostante i dati ci dicano che i reati sono diminuzione. Il comune ha dato l’autorizzazione all’utilizzo del taser, nonostante gli stessi vigili abbiano spiegato che non hanno nemmeno mai utilizzato nemmeno il manganello.

Come possiamo affrontare la questione?

Dobbiamo animare i quartieri più fragili, investirci e così ridurremo lo spazio possibile per la criminalità. Evitando di scadere nell’etnicismo, una specie di razzismo al contrario per cui se sei nero suonerai la musica africana e cucinerai cose “tipiche” e così via. Bisogna portare le grandi manifestazioni culturali anche nelle periferie.
Potrebbe poi essere utile ed efficace arruolare membri delle comunità come avviene in altri paesi per avere una maggiore capacità di dialogo e interazione tra queste e le istituzioni.

Su quali cose ritieni di poter lavorare tra queste, cosa intendi fare e perché?

A Ferrara c’è un potenziale gigantesco. Ma anche un alto tasso di tumori – seguiamo Taranto in questa brutta classifica – e siamo tredicesimi per emissioni pro-capite. E poi c’è il più alto tasso di disoccupazione dell’Emilia Romagna. Insomma abbiamo grandi problemi e concentrarci solo sull’immigrazione è fuorviante e sbagliato. Noi vorremmo una città coraggiosa, gentile e sicura e capace di pensare al futuro.

Facciamo l’esempio della povertà. A Ferrara il 6,7% delle famiglie è povero, mentre quelle a rischio povertà sono circa l’11%. Probabilmente si tratta di cifre in difetto. Il profilo sociale è quello del genitore single con figli a carico e lavoro precario. Una delle nostre ossessioni è quella del contrasto alla povertà. Cosa possiamo fare? Ci sono questioni attinenti all’economia locale sulle quali le istituzioni locali hanno strumenti relativi. Però la futura amministrazione dovrebbe impegnarsi a trovare percorsi individuali. In Irlanda e Olanda ci sono sperimentazioni che mettono in relazione servizi per l’impiego e servizi sociali. Creare degli uffici capaci di affrontare il problema a 360 gradi significherebbe accompagnare il cittadino in difficoltà in un percorso integrato che non è solo ricerca del lavoro e non è solo richiesta di servizi.

Gestione servizi pubblici: anche su questo terreno c’è malcontento. Sui rifiuti e acqua in particolar modo. Nel 2024 scade l’assegnazione per i servizi idrici. Noi riteniamo che i beni comuni debbano essere pubblici e quella scadenza può essere un’occasione per far ritornare la gestione dell’acqua in mani pubbliche.

Ferrara è una delle città storicamente rosse dell’Emilia Romagna, ma a differenza di altri capoluoghi di provincia non si caratterizza per un tessuto imprenditoriale altrettanto vivace. Gli abitanti sono circa 130mila, gli immigrati circa il 10% della popolazione. Tra il 2014 e il 2018 la città estense ha perso qualche posizione nella classifica delle città del Sole24Ore (dove è 47esima) ma ne ha guadagnate 25 in quella dell’ecosistema urbano di Legambiente (dove è 38esima). È guidata da una giunta di centrosinistra.

La foto è del profilo facebook di Adam Atik.

Intervista di Marco Micicchè e Martino Mazzonis a Adam Atik, 22 anni, candidato di Coalizione Civica a Ferrara, all’interno di una coalizione a supporto della Candidata Sindaca Roberta Fusari. Vuoi sostenere Adam? Qui trovi tutte le info.

Giovanni Litt per l’ambiente a Spinea

Giovanni Litt per l’ambiente a Spinea

Intervista di Marco Micicchè e Martino Mazzonis a Giovanni Litt, 24 anni, candidato di È tempo di Spinea, lista civica di connotazione ambientalista, all’interno di un’alleanza di centro sinistra. Vuoi sostenere Giovanni? Qui trovi tutte le info.

Il presupposto con cui è nata la nostra lista civica è quello di lavorare a migliorare la convivenza con l’ambiente a Spinea.

Spinea è la città più cementificata del Veneto, 52% del Comune. Siamo accerchiati dal passante, dalla linea del treno che va Diesel per Trento e da due strade provinciali. Questo ha dei relativi vantagi se parliamo di servizi e mobilità interna: una città compatta implica che si possano offrire servizi senza bisogno di avere presidi sparsi sul territorio. Ma implica anche conseguenze per fenomeni atmosferici anche gli allagamenti frequenti e le ondate di calore.

Questo si traduce in un’attenzione all’agenda Onu di sviluppo sostenibile, declinando l’obiettivo sulle città sostenibili a livello locale. Tradotto, signfica individuare azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, ma anche ridurre inquinamento, che fa migliaia di vittime l’anno in Italia (70mila). Per lavorare in questa direzione pensiamo al medio termine, abbiamo scelto di parlare del 2030 per cambiare Spinea in questa direzione e assicurare un futuro alle giovani generazioni.

Su quali cose ritieni di poter lavorare tra queste, cosa intendi fare e perché?

Essendo molto compatta e vicina a Venezia e Marghera, la qualità dei servizi non presenta grandi problemi.

Il grande tema relativo all’esclusione sociale è più sottile. La città è cresciuta molto a causa delle aree industriali della zona con immigrazione italiana e straniera. Questa crescita ha reso più difficile creare un senso di comunità.

Chi vive situazioni disagiate, specie tra i nuovi arrivati, spesso non ha una rete, anche informale, di sostegno e magari non si rivolge ai servizi sociali pubblici. Serve quindi aumentare la capacità della società di rispondere. Nell’ultimo anno abbiamo fatto un esperimento fatto con un’associazione locale, quello della “tenda del té”: un sabato al mese le donne straniere offrono ad altre donne di condividere cose della loro cultura e da lì nascono discorsi più seri e incontri. Nascono relazioni e magari si finisce di parlare di educazione sanitaria, della scuola e dei figli, con persone che talvolta tendono a vivere isolate. Alcune hanno trovato lavoro. Moltiplicare occasioni così sarebbe utile e necessario.

La foto è del profilo facebook di Giovanni Litt.

Vi presentiamo le candidate e i candidati

Vi presentiamo le candidate e i candidati

Per Ti Candido è il momento delle scelte. Abbiamo deciso di sostenere 9 candidati. che rappresentano uno spaccato dell’Italia politica di oggi e di domani

Ti candido ora cambia velocità e assume una nuova immagine grazie ai 9 candidati: i loro visi e le loro storie di madri e padri, professioniste/i, attiviste/i, manager e cooperatori, ricercatori e amministratori di frontiera saranno la nostra stella polare.

Qui trovate le motivazione che ci hanno guidato.

4 di loro si candidano in città. Marwa a Reggio Emilia, Antonio a Bari, Valentina a Livorno ed Adam a Ferrara incarnano, con le loro storie di attivismo, i valori e gli obiettivi che abbiamo inserito nel nostro manifesto. 5 di loro si candidano in cittadine di dimensioni piccole e medie: Giovanni a Spinea, Giorgio a Schio, Jacopo a Condove, Alessandra a Santo Stefano di Cadore, Mario a Urbino.

Ora serve attivazione per ciascuno di loro.

  1. Marwa Mahmoud, 34 anni di Reggio Emilia, candidata consigliera in lista PD, a sostegno del Sindaco uscente Luca Vecchi (PD). Leggi la sua bio.
  2. Antonio Spera, 40 anni di Bari, candidato consigliere come indipendente in lista Bari Bene Comune, in coalizione con il Sindaco uscente Antonio Decaro (PD). Leggi la sua bio.
  3. Valentina Barale, 46 anni, Livorno, capolista di una lista civica Buongiorno Livorno, a sostegno, con Potere al Popolo, del candidato Sindaco Marco Bruciati. Leggi la sua bio.
  4. Mario Rosati, 56 di Urbino, Candidato sindaco con coalizione di centro sinistra (PD, Cut Liberi Tutti e Urbino al Centro). Leggi la sua bio.
  5. Adam Atik, 22 anni di Ferrara, Candidato consigliere, Coalizione Civica, all’interno di una coalizione a supporto della Candidata Sindaca Roberta Fusari. Leggi la sua bio.
  6. Giorgio De Zen, 37 anni di. Schio, Candidato consigliere di Coalizione Civica. all’interno di un alleanza di centro sinistra con altre 4 liste a sostegno del candidato Sindaco espresso dal PD. Leggi la sua bio.
  7. Giovanni Litt, 24 di Spinea (Venezia), Candidato consigliere in lista civica di connotazione ambientalista. Leggi la sua bio.
  8. Jacopo Suppo, 36 di Condove (Torino) Candidato Sindaco per la lista  civica “Condove in Comune”. Leggi la sua bio.
  9. Alessandra Buzzo, 57 di Santo Stefano di Cadore (Belluno), Ex Sindaca, si candida a supporto in lista civica “Uniti per il Comune”. Leggi la sua bio.

Sul sito trovate pagine dedicate con bio estese e motivazioni di ciascuna candidatura: nei prossimi giorni ve li presenteremo uno a uno, concentrandoci sulle sfide che hanno di fronte.

Per Ti Candido è il momento delle scelte

Ti Candido, un progetto frutto dell’attivismo, privo di risorse economiche iniziali o di grandi donatori, in poco tempo è riuscito a rispondere a un bisogno ponendosi come punto di riferimento politico culturale, capace di intercettare proposte locali radicate e credibili.

Il punto di partenza all’inizio del percorso era semplice: cosa possiamo fare per essere utili a chi lavora per la giustizia sociale?

Non siamo alternativi ai partiti ma ci siamo mossi convinti di poter dare una mano come gruppo di attivisti, in un panorama politico troppo spesso imbolsito, ingessato e che non sempre offre soluzioni politicamente accettabili.

La risposta non poteva essere semplice e durante il percorso, anche grazie al supporto e ai consigli di molte e molti, abbiamo raggiunto maggior consapevolezza: Ti Candido è un percorso politico accessibile, con strumenti nuovi e utili per scommettere su chi in questi anni ha costruito relazioni e fiducia, attorno a comunità che incarnano il bisogno di giustizia sociale.

Mettendo al centro le circa 40 candidature con cui siamo entrati in contatto in queste settimane – si tratta di patrimonio che non intendiamo in alcun modo disperdere – saremmo pronti, stando alla qualità dei profili intercettati e avendo a disposizione abbastanza risorse, a sostenere almeno la metà di queste candidature.

La giornata di formazione che abbiamo organizzato a Bologna ci ha fatto toccare con mano quanto sia forte la domanda di mettersi in rete, condividendo sfide e preoccupazioni. Per questo motivo dichiariamo subito che l’esperimento di Ti Candido continuerà rafforzando significativamente la componente di apprendimento, creando sempre più occasioni di formazione e confronto tra pari, per creare una rete tra chi è già in prima linea, chi pensa di mettersi in gioco in un futuro prossimo e chi si sente isolato.

Ti Candido è solamente al suo primo giro di boa. Ora infatti è però il tempo delle scelte.

Abbiamo deciso di sostenere 9 candidati. Leggi la lista completa delle candidate e dei candidati

Qui trovi la lista completa con le pagine di approfondimento per ogni candidata e candidato.

4 di loro si candidano in città. Marwa a Reggio Emilia, Antonio a Bari, Valentina a Livorno ed Adam a Ferrara incarnano, con le loro storie di attivismo, i valori e gli obiettivi  che abbiamo inserito nel nostro manifesto.

5 di loro si candidano in cittadine di dimensioni piccole e medie. Giovanni a Spinea, Giorgio a Schio, Jacopo a Condove, Alessandra a Santo Stefano di Cadore, Mario a Urbino. Sono loro – forse – la vera sorpresa di Ti Candido.

Pensavamo che la nostra proposta avrebbe trovato terreno fertile nelle città capoluogo di provincia, le candidature sono invece arrivate anche e soprattutto da centri che la politica nazionale tende a considerare minori. Crediamo che sia da questi contesti che bisogna partire per ricostruire le basi della nostra democrazia. Anche per questo abbiamo deciso di fare un passo in più rispetto a quello che avevamo originariamente immaginato, modificando il nostro schema iniziale e trovando formule per sostenere una base più ampia di candidati.

I nove profili che abbiamo selezionato rappresentano, dal nostro punto di vista, uno spaccato dell’Italia politica di oggi e di domani: giustizia sociale, sostenibilità, integrazione, strategie di sviluppo basate sull’attivazione civica, partecipazione, alleanze politiche e sociali, mobilitazione di comunità.

Se parlassimo di loro e dei temi per i quali si battono, non perderemmo tempo a discutere della comunicazione ossessiva che la politica nazionale ci impone ogni giorno, in primo luogo vendendo il razzismo come soluzione ai problemi dell’Italia e dell’Europa. La propaganda si sconfigge parlando dei temi che riguardano le nostre comunità o quei segmenti di società che questi candidati rappresentano.

Nelle loro biografie troverete una sinistra e uno spirito civico capace di rinnovarsi e di innovare, così come l’esperienza di liste e coalizioni molto combattive, che vogliono rovesciare lo status quo. Laddove il centro sinistra si presenta unito non abbiamo avuto dubbi nello sviluppare degli orientamenti condivisi, sia tra i componenti del Comitato che nel confronto con il gruppo dei fiancheggiatori e delle fiancheggiatrici. Nei casi in cui il centrosinistra si presenta diviso (come a Livorno e Ferrara) abbiamo fatto le nostre scelte auspicando alleanze verso il ballottaggio.

La difficoltà nel costruire alleanze larghe e coese è forse la nota più delicata che questo esperimento ci ha fatto registrare. Tra i candidati che non riusciremo a sostenere ci sono esperienze di buona amministrazione locale in cui il nostro contributo non sarebbe probabilmente stato distintivo (come la candidatura di Giorgia Fabbri a Formigine, in provincia di Modena, assessore uscente che si ricandida) ma anche e soprattutto esperienze molto interessanti come quella di Andres Lasso a Firenze, Giordano Stella a Perugia, Silvia Muttoni a Monselice e Renato Brignone a Verbania.

E’ evidente che il processo di rigenerazione della sinistra è appena iniziato. Per questo invitiamo chi ha valori e riferimenti saldi a continuare a lavorare ancora più sodo, per superare contrapposizioni e blocchi poco utili, di fronte a scenari sempre più inquietanti. Con un punto fermo: qualsiasi cosa accada il 26 maggio e nelle elezioni che verranno nei prossimi mesi, serve mobilitazione trasversale, radicamento territoriale e giustizia sociale.

Allo stesso modo, ci dispiace non poter al momento sostenere esperienze di coalizione interessanti come quella di Lapo Pasquetti a Cremona, Chaimaa Fatihi a Modena e Giacomo Nilandi a Mogliano Veneto. Purtroppo abbiamo dovuto definire un ordine di priorità, in base alle risorse a oggi disponibili, cercando di comporre un gruppo di candidature da sostenere che fosse caratterizzato dal giusto mix di profili personali e politici, esperienze di radicamento, con un bilanciamento in termini di rappresentanza di genere, provenienza territoriale e chances di essere eletti. Per chiudere la parte di analisi e condividere trasparentemente gli aspetti su cui sentiamo di dover lavorare, è evidente che risultano evidenti nei contatti che abbiamo sviluppano uno sbilanciamento territoriale (c’è poco Sud nella nostra mappa) ed uno squilibrio di genere. Questo dipende in parte da noi ed in parte dal contesto in cui ci siamo trovati ad operare. Ci impegniamo a affrontare di petto queste due questioni.

Cosa succede ora? Quali sono le sfide delle prossime settimane di Ti Candido?

Ti candido ora cambia velocità e assume una nuova immagine grazie ai 9 candidati: i loro visi e le loro storie di attiviste/i, professioniste/i, manager e cooperatori, politici, ricercatori e amministratori di frontiera saranno la nostra stella polare.

Donare a Ti candido ora è più semplice: basta approfondire le loro storie per capirlo per capire perché è importante.

Nei prossimi giorni ve li presenteremo uno a uno, concentrandoci sulle sfide che hanno di fronte ma deve essere chiaro che ora serve attivazione per ciascuno di loro.

Per prima cosa quindi dobbiamo rilanciare la nostra campagna di raccolta fondi. Fino a oggi abbiamo raccolto circa 6 mila euro, un miracolo se pensiamo che si è trattato – in tanti casi – di una donazione alla cieca, basata esclusivamente sulla fiducia nel gruppo dei promotori e dei fiancheggiatori, o sulla novità del percorso proposto. Questa cifra ci consente di anticipare importanti risorse ai candidati che sosterremo (daremo subito tra gli 700 e i 1500 euro per le città capoluogo di provincia e tra i 200 e i 400 euro per i contesti di dimensioni più contenute). Ma il nostro obiettivo è completare la raccolta fondi, per poter raddoppiare e triplicare questi contributi, aggiungendo eventualmente qualche profilo in più alla lista delle sfide sostenute.

Per farlo nelle prossime due settimane attiveremo una nuova campagna di comunicazione con due obiettivi

  1. comunicare i candidati. Consapevoli che finora era difficile potersi fidare di un progetto come Ti Candido visto che la politica non genera il massimo della fiducia, ora la campagna di raccolta fondi ha obiettivi facili da comprendere, le candidate e i candidati.
  2. grazie alla partnership con la neonata piattaforma europea Progressive Acts, mettiamo a disposizione di ogni candidato un crowdfunding personale, collegato alla nostra raccolta fondi generale. In questo modo consentiremo ai donatori che vorranno farlo di scegliere a chi destinare le proprie risorse, dotando al contempo i candidati di uno strumento in più per raccogliere i loro finanziamenti, all’interno di una cornice condivisa (il 70% delle raccolte “personali” sarà destinato ai candidati, il 30% confluirà in un fondo comune di solidarietà tra i candidati – che servirà anche a coprire alcune spese generali collegate a Ti Candido – spese di costituzione, supporto nella rendicontazione, attività di comunicazione).

Accanto alla raccolta fondi, l’altro filone di attività sarà collegato alla sperimentazione di diversi modelli di affiancamento, in risposta ai bisogni che ci sono stati comunicati dai candidati: come coniugare i tempi di una campagna elettorale con supporto formativo? Come rispondere a questa sfida progettuale concrete incrociando domanda e offerta di competenze?

Sperimenteremo con un dubbio binario: da un lato proveremo a fornire un sostegno continuo per lo sviluppo di proposte programmatiche su tematiche precise, il rafforzamento delle campagne di radicamento territoriale e il consolidamento del posizionamento sui social e sulla stampa. Questo hanno chiesto i candidati e questo dovremo fare.

Parallelamente, soprattutto con l’aiuto delle fiancheggiatrici e fiancheggiatori, stiamo organizzando slot formativi via web su precise tematiche: i candidati potranno così avere sostegno per esempio su come attirare fondi europei o su modalità di attivazione di comunità, sull’uso di facebook o su strumenti amministrativi innovativi.

A questo punto, non ci resta che augurarci una buona campagna elettorale, invitandovi a innamorarvi dei profili di tutte e tutti i candidati, disponibili qui.

E a donare!

 

Il punto dalla Bolognina secondo Martino Mazzonis

Il punto dalla Bolognina secondo Martino Mazzonis

Come è andata a Bologna? Benone. Se volessimo fare un riassunto breve della giornata di incontro, confronto, formazione organizzata da Ti Candido nel capoluogo emiliano potremmo finire qui. Ma forse vale la pena di spendere un po’ di righe in più.

La giornata era un incontro tra il comitato promotore di Ti Candido, qualche fiancheggiatore e i candidati che hanno avanzato la loro richiesta di sostegno per la loro campagna elettorale – quelli che per ragioni di tempo e risorse potevano esserci.

Su circa 30 auto candidature e segnalazioni arrivate, erano in tutto una decina, da capoluoghi di provincia, centri urbani e piccole realtà da Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Veneto. Candidati sindaci, assessori uscenti, prime candidature. Liste civiche, Pd e di sinistra, ambientaliste, apparentate con il centrosinistra o in competizione con questo.

E questa è una prima sfida per un progetto come quello di TiCandido: sostenere progetti coerenti con il proprio manifesto, candidature che abbiano la possibilità di farcela o di ottenere buoni risultati in un campo che è frazionato, frammentato, talvolta in competizione al suo interno, talvolta no.

Fare delle scommesse e puntare anche su delle candidature forti, capaci di fare la differenza in quanto a temi proposti, idee.

La seconda (ma forse è la prima) sfida è quella ricordata da Michele d’Alena: far crescere un progetto che parte chiedendo soldi per candidati che non si conoscono ancora e che non vivono sul tuo territorio, creare una rete di competenze, connettere esperienze interessanti. Creare, insomma, una “rete del dopo” questa fase ultra artigianale di lancio.

Per dare loro idee, una pista su cui lavorare e anche – perché no – incoraggiarli e capire che “si può fare” (o se preferite “si se puede”, “yes we can”) la mattina prevedeva una presentazione dei candidati stessi e tre relazioni di Giovanni Caudo, Presidente III Municipio, Comune di Roma, Nicola Rampazzo, consigliere comunale di Coalizione Civica Padova e Claudia Bergonzi, Comitato Insieme senza muri – Coordinamento comunicazione People – Prima le persone (ovvero il gruppo di persone che ha portato 200mila persone a Milano qualche settimana fa). Tre esperienze di successo, di partecipazione attiva, di costruzione di campagne con un forte radicamento e cresciute grazie al sostegno e la partecipazione delle persone. Cosa hanno detto, in estrema sintesi le tre relazioni/presentazioni dei nostri casi di studio? Detto per punti, e dunque asciugando la ricchezza del racconto e le sfumature importanti di tre belle vicende politiche locali e nazionali:

Conoscere società e territorio è utile e necessario (e a fine giornata TiCandido ha distribuito ai candidati una scheda con una serie di indicatori di base).

Costruzione di un rapporto di fiducia con i cittadini: che significa camminare, dialogare, ascoltare le minuzie, raccogliere istanze e non distribuire molti volantini, riempire spazi chiusi (e magari di lista o di partito).

Intercettare persone nuove, sia sostenitori e volontari potenziali, che elettori potenziali è uno degli aspetti su cui tutti hanno insistito: l’idea che ci sia un campo delimitato e mobilitando quello si ottiene un successo (un’idea diffusa) vale forse per il maggioritario secco e per le elezioni nazionali. Non per il livello locale, non per i singoli candidati privi di pacchetti di voti.

Utilizzare i social network come strumento di connessione con la campagna che si fa per strada e non come suo sostituto. @AOC rules: sono le scarpe consumate incontrando gente per strada e postate su Instagram a funzionare. Il discorso sui social network si può volgere anche per i temi e il linguaggio: non tutto quello che sembra avere ascolto, fare notizia, fare rumore sui social è quel che preme alle persone. Se hai temi forti e collegati alle realtà territoriali puoi usare il tuo linguaggio, non devi assecondare le ondate emotive (un esempio: Macerata e il clamore attorno a Traini e all’antifascismo ecc. non hanno spostato un voto; la Libia di Minniti non ha spostato un voto).

Sapere che nel contesto locale i grandi temi vanno volti al quotidiano, perché così si hanno più speranza di intercettare anche un voto non strutturato/ideologizzato (il cambiamento climatico e i pannelli solari di quella scuola; la giustizia sociale e quel caseggiato; il diritto al lavoro e quella vertenza locale).

Costruire e curare la partecipazione dei tuoi sostenitori/affiliati (le cose cambiano se parliamo di liste/candidature a sindaco ecc.), prendere decisioni condivise e cedere potere (“non uscirei di casa la sera per andare a un’assemblea dove si discute cosa fare su un tema X se sapessi che, in fondo, l’esito è predeterminato” ha detto Rampazzo). Come? Gruppi tematici/territoriali/crowdfunding/capacità di esserci quando si aprono crisi, questioni, domande locali.
La campagna elettorale in senso stretto è un’altra cosa: qui vale l’organizzazione “militare”, le decisioni importanti si prendono prima.

Di comunicazione ha parlato anche Christopher Cepernich. In pillole: conoscere e raccogliere dati sugli elettori (negli Usa la cosa ha dei livelli di dettaglio pazzeschi anche per le campagne locali). sapere a chi parli, determinante per ragionare sul come parli. Utilizzo diffuso degli spazi privati (case, piccoli gruppi, ecc.) come strumento per ampliare la tua capacità di comunicazione. Ricordare che nella epoca nella quale siamo immersi, la tua comunicazione non deve essere generalista, non si deve vedere ovunque. E che c’è uno scambio online/offline: le cose che fai, la comunicazione che produci dovrebbe essere utilizzabile in qualche forma in ciascun canale, ambito. Avere sui social altri che “lavorano per te” è molto importante: non sei più tu che vendi il prodotto, ma altri che ti sostengono (cfr. Bernie Sanders 2016 e il fiorire di iniziative, digitali e non, attorno a quella campagna e, oggi, Beto O’Rourke).

Dette tutte queste cose, e dopo un pasto frugale come si conviene alle imprese ardimentose (cfr Fascisti su Marte), i candidati hanno posto le loro domande.

Di cosa hanno bisogno? Perché ne hanno bisogno? Come si sintetizzano 20 pagine di proposte? Come si coinvolgono volontari? Come si fa la regia di una campagna sapendo che il candidato stesso non ha il tempo nemmeno per respirare?

Poi, una serie di brevissime introduzioni ai temi/tasks che una campagna elettorale chiede ai candidati. Come si parla in pubblico e come si impara a farlo? Come si attiva una comunità, come si costruisce un database dei sostenitori e perché è utile? Come, cosa è utile sapere del territorio nel quale ci si candida?

Per finire chiacchiere a gruppi tra candidati, gruppo di TiCandido e fiancheggiatori utile a approfondire temi, conoscersi ecc.

La fase successiva? La valutazione delle candidature, che tutte non potranno essere raccolte, perché il gruppo di lavoro e le risorse sono limitate, come il tempo a disposizione per questa prima prova. Sapendo che quello del maggio 2019 è un campo di prova, un progetto pilota da valutare, correggere e rilanciare in futuro.

L’articolo è a firma di Martino Mazzonis.

Cerchiamo esempi di indirizzi politici e prassi amministrative da suggerire ai candidati che sosterremo come Ti Candido

Cerchiamo esempi di indirizzi politici e prassi amministrative da suggerire ai candidati che sosterremo come Ti Candido

In vista della giornata formativa del 14 aprile e più in generale per dare apertura e trasparenza ad uno dei pilastri del progetto TiCandido, la formazione, cerchiamo Comuni da copiare.

Ci aiutate ad identificare gli atti amministrativi a sostegno della giustizia sociale che che hanno permesso lo sviluppo di progetti concreti (per esempio) nel campo dell’ attivazione civica, economia, lavoro, ambiente, riqualificazione immobili, innovazione dei processi democratici, diritti e parità di genere, conciliazione tempi vita lavoro?

Con questa ricerca aperta, a cui invitiamo a partecipare tutta la comunità di TiCandido, vogliamo creare una strumento di valore da condividere con i candidati che sosterremo alle prossime elezioni amministrative.

Non cerchiamo una lista di obiettivi né di politiche: parliamo di mozioni di indirizzo, delibere, regolamenti, convenzioni e in generale atti amministrativi. Consapevoli che il tema non è sotto le luci della ribalta perché fa può far rima con burocrazia, vogliamo creare un piccolo database aggiornabile con gli atti da mettere a disposizioni affinché le buone pratiche siano copiate, migliorate e declinate nei territori di riferimento.

Non si tratta di facilitare un mero copia incolla ma di mettere al centro la necessità di avviare un processo di apprendimento aperto tra amministrazioni che condividono atti amministrativi utili. Come creare una cassetta degli attrezzi per realizzare davvero ciò che ci prefiggiamo se non chiedendo la collaborazione di tutte e tutti?

Se volete dare una mano, ecco un modulo da compilare.

 

La foto viene da qui.

Piazze, movimenti e campagne elettorali. La comunità di Ti candido si incontra

Piazze, movimenti e campagne elettorali. La comunità di Ti candido si incontra

In tempi di piazze e comunità che si mobilitano e si autoorganizzano, è tempo di fare il punto: vogliamo fare incontrare i candidati che sosterremo con chi ha visto in “Ti candido” uno strumento per supportare chi si impegna per la giustizia sociale.

Il 14 aprile prende avvio una fase fondamentale per Ti Candido e non c’è nulla di meglio di vederci. Dalle 11.00 alle 13.30, presso il Centro Sociale Montanari in Bolognina, vogliamo dare spazio alla comunità che stiamo aggregando: donatori, attivisti, fiancheggiatori, candidati. Iscriviti qui.

Come innescare attivazione civica e territoriale? Come riportare le persone ad avvicinarsi alla politica? Come portare le mobilitazioni dal basso dentro le istituzioni?

I tempi sono fondamentali: tra poche settimane verranno ufficializzate le candidature per arrivare al 26 maggio, data delle elezioni amministrative. Il primo terreno di gioco sono le città.

Programma

ore 11.00 Ti Candido: a che punto siamo? a cura del comitato promotore

ore 11.30-13.30 Campagne elettorali e di attivazione civica e confronto. Saranno presenti

  • Giovanni Caudo, Presidente III Municipio, Comune di Roma
  • Nicola Rampazzo, consigliere comunale di Coalizione Civica Padova
  • Claudia Bergonzi, Comitato Insieme senza muri – Coordinamento comunicazione People – Prima le persone

Sarà lasciato ampio spazio alle domande da parte di e per donatori, attivisti, fiancheggiatori, candidati.

Nel pomeriggio, l’evento prosegue con una sessione di formazione e reciproca conoscenza riservata ai candidati che hanno aderito a Ti Candido. 

I candidati presenteranno la propria biografia e il programma (anche se ancora in costruzione) per la propria città. Spiegheranno le motivazioni che li hanno avvicinati a Ti Candido. Ci diranno perché credono nel manifesto valoriale lanciato dalla piattaforma e come pensando di realizzarlo localmente. 

Abbiamo uno scopo ben preciso: sostenere profili credibili, candidature radicate, idee dirompenti per la giustizia sociale.  In queste settimane abbiamo avuto ben chiaro un obiettivo, grazie ai molti che ci hanno dato fiducia quasi “alla cieca”, non candidati solisti, ma candidature espressione di comunità e alleanze sociali e coalizioni civiche territoriali, che abbiamo o meno una tessera di partito in tasca.  È in questo spazio, tra candidati locali e comunità, che abbiamo scelto di agire per rompere le rigidità di un sistema politico.

Come? Cercando candidati dal basso, riducendo le barriere all’ingresso di quello che costituisce il primo passo verso un impegno civico e politico: il consiglio comunale. Saranno le città ad essere al centro di nuove forme di fare politica.

Iscriviti qui. Per info, prendi contatto con il comitato scrivendo a ilcomitato@ticandido.it

In risposta a Ezio Manzini: alcune risposte per capire meglio Ti Candido

In risposta a Ezio Manzini: alcune risposte per capire meglio Ti Candido

In questi primi giorni di campagna, Ti Candido ha suscitato diverse sollecitazioni: in molte e molti hanno donato, sono arrivate le prime possibili candidature, ma ciò che ci sembra centrale è la voglia di capire alcuni nodi progettuali. Come comitato promotore, pensiamo che lo sviluppo e il miglioramento del progetto passino da un continuo confronto con la comunità che si sta aggregando.

Il punto è chiaro: se Ti Candido si pone come progetto che intende sostenere candidature singole in quanto espressione di comunità attive, di alleanze sociali e coalizioni civiche territoriali, il nostro obiettivo è essere ponte tra chi ha mostrato interesse e un nuovo modo di intendere l’attivismo. Comunità è chi comunità fa.

Per questo, dopo gli ultimi aggiornamenti (no a candidature singole, si a candidature di comunità, aiuteremo tutti i candidati, ci vediamo a Bologna il 14 aprile) abbiamo deciso di mettere in evidenza alcune domande che Ezio Manzini ci ha posto via mail.  Manzini è uno dei maggiori studiosi italiani e mondiali di design per la sostenibilità e nel suo ultimo libro ha messo in chiaro un nuovo modo di fare politica: ecco i suoi due libri When Everybody Designs. An Introductin to Design for Social Innovation (MIT 2015) e Politiche del quotidiano (Edizioni di Comunità – cheFare).

In un dialogo avuto con noi, mette in evidenza alcuni snodi progettuali che possono aiutarci ad essere più chiari. Di seguito le risposte e i suoi quesiti, punto su punto.

 

Perché sosteniamo candidati alle elezioni comunali?

TiCandido: In questa prima tornata abbiamo deciso di concentrarci sul livello comunale perché alle elezioni regionali o europee servono molte risorse economiche e che l’inserimento nelle liste è frutto di interlocuzioni partitiche difficilmente scalabili da nuovi soggetti in tempi così brevi. Partire dal locale ci darà il tempo di crescere. Se per Ti Candido, gli eletti devono essere un ponte fra gli interessi dei meno rappresentati e i luoghi della decisione, allora serve partire nei giusti contesti, dove è possibile con maggior probabilità di innescare nuove dinamiche e fare la differenza.

Ovunque in Italia ci sono elezioni comunali e in questo primo test riteniamo di poter sostenere candidati consiglieri comunali (non necessariamente candidati sindaci): se il modello regge, con maggior consapevolezza e risorse potremo potremo affrontare le dinamiche elettorali a livello regionale nel 2020 e dal 2021 nelle grandi aree urbane per poi lavorare a livello nazionale per sostenere deputati e senatori. Siamo consapevoli che i rischi sono alti perché il ruolo del consigliere comunale sembra poco proficuo, a differenza di quello di consiglieri regionali o parlamentari. Questo perché i consiglieri comunali svolgono perlopiù funzioni di controllo e, con potere minore, di indirizzo. Dobbiamo cercare di valorizzare i candidati come espressione di comunità, che potrebbero spendere le risorse che il progetto mette a disposizione a beneficio del collettivo e del progetto, o al candidato sindaco mantenendosi su città medio-piccole. 

Il nostro orizzonte è la costruzione di una nuova generazione di politici espressione di comunità attive, di alleanze sociali e coalizioni civiche territoriali in grado di fare la differenza e mettere la giustizia sociale al centro del loto impegno.

 

Candidati Validi in che senso?

Manzini: Si legge da qualche parte che devono essere espressione di comunità attive, ma è davvero così? E se è così, come credo, secondo me dovrebbe essere più chiaro. Per esempio: il manifesto dice cose belle e giuste, ma non chiarisce il fatto che i candidati debbano davvero essere espressione di realtà di base.

 

TiCandido: In tanti ci avete sollecitato in questo punto. Essere espressione di una comunità è sicuramente uno dei criteri che dobbiamo valorizzare (ci stiamo lavorando). Se il manifesto valoriale è lo spartiacque per ogni scelta –  e dalle prime candidature arrivate questo aspetto sembra essere stato percepito molto bene – è necessario però chiarire maggiormente che senza radicamento territoriale e attivismo non possiamo parlare di nuove forme di rappresentanza. Ti Candido intende cambiare le dinamiche chiuse dei partiti che difficilmente danno potere a chi è meno rappresentato. Aiuteremo chi nasce nelle comunità e arriva nei partiti, non viceversa.

 

Chi decide chi è valido?

Manzini: “Questo proprio non l’ho capito. Forse c’è scritto ma non l’ho visto. Il manifesto scrive cose buone e giuste, ma chi lo decide?”

 

TiCandido: Tutti i candidati in linea con i valori di Ti Candido devono avere il nostro aiuto. Partiremo da un incontro formativo, il 14 aprile a Bologna, rivolto a tutti i potenziali candidati che si impegneranno politicamente per aumentare la giustizia sociale. L’incontro sarà occasione per conoscere ogni biografia e condividere con la comunità i criteri di distribuzione delle risorse economiche che verranno usati dai componenti del comitato (cioè i promotori).

Conosceremo anche quelli che abbiamo definito “fiancheggiatori”, ovvero le persone più attive che stiamo “associando al progetto” in queste ore.  Ci daremo anche alcune regole per la gestione delle risorse: valuteremo le esigenze per ogni contesto, daremo risorse a seconda della dimensione locale, cercheremo di essere presenti in tutto il territorio, solleciteremo le comunità perché sostengano i loro candidati e ci impegneremo per rappresentare comunità, reti e pezzi di società.

 

Che relazione con i partiti?

Manzini: “Anche questo non l’ho capito. Possono essere supportati da TiCandido candidati PD, LU, PAP, + Europa , … 5 Stelle? … altri?  Inoltre: un candidato che si presenti con un partito e aderisca al vostro manifesto, come si comporterebbe quando emergesse un conflitto tra ciò che dice il manifesto e ciò che fa il partito che lo ha eletto?”

 

TiCandido: Lavoreremo sulla “galassia” di centro sinistra  e sulle civiche ascrivibili a questa area. La relazione con il partito, in caso di elezione, rimarrà una prerogativa degli eletti . Il nostro “patto partecipativo”  è circoscritto all’aiuto nella fase di competizione elettorale, nella convinzione di inserire nel sistema “ingredienti” migliori di altri. Poi non possiamo né vogliamo manovrare o controllare quel che succede poi, né tantomeno entrare, come comitato, in una dialettica con i partiti.

Siamo un comitato di azione politica, non un partito o un movimento, né tantomeno una corrente. Terremo alto il livello di comunicazione con tutti i candidati supportati: l’obiettivo è creare forme di sostegno continue sulle politiche e sui provvedimenti utili a cambiare i contesti locali in cui possiamo fare la differenza. Saremo di supporto, anche attivando la comunità più allargata, per non lasciare soli tutti i candidati che vogliono fare la differenza.

 

In cosa consiste l’aiuto?

Manzini: “E’ solo per sostenere le spese della campagna elettorale? E’ fisso per tutti? Chi controlla come i soldi verranno spesi?”

 

TiCandido: Le risorse economiche sono la base di partenza ma,  come già specificato, tutti i candidati che sottoscrivono il manifesto avranno forme di sostegno attivo. Uno degli obiettivi di questo primo ciclo di attività è capire quali altre forme di sostegno possono essere utili. Sicuramente vorremmo trasferire alcuni competenze sull’organizzazione di una campagna con strumenti gestionali e supporto con materiali di comunicazione standard. Organizzeremo momenti di formazione, prima e dopo il momento elettorale.

In questa fase stiamo chiedendo ai candidati quali potrebbero essere le voci di spesa ammissibili nel contesto in cui si trovano, per definire quale potrebbe essere la somma ideale da assegnare. Ma su un principio vogliamo essere chiari: i candidati rendiconteranno al comitato come vengono spesi i soldi. Il comitato farà lo stesso verso la comunità di donatori.

 

Perché si dovrebbe aver fiducia di voi (e contribuire economicamente al progetto)?

Manzini. “Forse la strategia è di trasmettere il messaggio solo tra chi si conosce (io ho fiducia in voi e faccio girare ad altri che penso abbiano fiducia in me, e così via). Se è così, e pensate basti, non ho nulla da aggiungere. Se invece si pensa di raggiungere altri… occorrerebbe rendere più chiaro chi è il gruppo che propone, e perché e come può dare garanzie.”

 

TiCandido: In questa prima tornata mettiamo in ballo la nostra credibilità personale, le buone intenzioni e la qualità del progetto. È naturale pensare che oggi la fiducia sia mediata da relazioni personali, dovranno poi essere i risultati, la trasparenza e la cura del processo a far fare un salto di qualità. Basterà? Dipende.

Per arrivare ai primi 25.000 euro teoricamente basterebbero 500 persone che donano 50 euro. Ma l’obiettivo di Ti Candido non è fermarsi a questo primo giro, vogliamo essere un’esperienza che continua nel tempo e per questo stiamo già progettando un salto di scala dal punto di vista delle risorse economiche e dell’organizzazione complessiva del progetto.

 

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Tra le cose che stiamo pensando per movimentare la campagna a sostegno di Ti Candido, un tema centrale è rinnovare l’iconografia legata alla sinistra

Ne abbiamo dibattuto tra noi del comitato, in linea con molto di ciò che sta accadendo in USA dove i “nuovi socialisti” stanno esplicitamente reinterpretando l’iconografia classica socialista e dei movimenti civili anni 60, a partire dalle copertine di magazine tipo Jacobin o anche l’ultimo Economist.

Il tema è per noi interessante perché di fronte alle nuove modalità di attivismo, crediamo sia necessario rinnovare anche gli approcci comunicativi  e lavorare alla costruzione di nuovi immaginari. 

Le scelte comunicative di organizzazioni come i Justice  Democrats  i Democratic Socialists of America ed il  Sunrise Movement  sono una buona fonte di ispirazione creativa, così come molto indicative ci sembrano le scelte prese delle candidate più progressiste in lizza per le primarie democratiche in termini di grafica, colore e design delle loro campagne, come riporta questo articolo.

Per questo abbiamo pensato di lanciare una sfida a creativi, grafici ed illustratori invitandoli a contribuire a Ti Candido a loro modo, cioè con elaborazioni grafiche da mettere a disposizione del progetto Ti Candido, regalando alla causa uno o più manifesti. Vogliamo esplorare nuove direzioni capaci di mobilitare persone e comunità.

Ovviamente tutto sarà senza scopo di lucro: ogni opera rimarrà di chi la proporrà e verrà considerata al pari di una donazione monetaria (è un un nostro modo semplice per riconoscere il valore del lavoro creativo).  Chiederemo solo di avere una piccola accortezza, attribuendo alle vostre opere la licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

In questo modo i materiali saranno riutilizzabili dal Comitato e dai candidati che sosterremo per contribuire a raccontare le nostre “battaglie”, rendendo accessibile e riutilizzabile – a certe condizioni – l’immaginario che insieme contribuiremo a creare.

Deadline e modalità di interazione: tutti i materiali che riceveremo entro il 12 aprile saranno condivisi con la comunità di Ti Candido (donatori, candidati ed attivisti) che si incontrerà a Bologna il 14 aprile. Continuate però ad inviarci i vostri elaborati alla mail ilcomitato@ticandido.it anche nelle settimane successive. Le ricorrenze significative da valorizzare non mancano, a partire dal 25 aprile e il 1 maggio!